Stile IPA (India Pale Ale)

Stile birraio della più grande famiglia delle ALE, termine utilizzato per indicare tutte le birre ad alta fermentazione, cioè birre che fermentano a temperature più elevate, dai 14°C ai 21°C, con il lievito (Saccharomyces cerevisiae) che alla fine rimane in superficie.

Le birre di stile IPA, originarie della Gran Bretagna del XVIII secolo, hanno note marcatamente luppolate e un tenore alcolico maggiore rispetto alle sorelle PALE ALE.

Le note caratteristiche delle India Pale Ale derivano dalla necessità storica degli inglesi, che nel periodo del colonialismo, dovevano trasportare birra fino in India. I primi viaggi risultarono fallimentari in quanto la birra deperiva a causa della salsedine, delle alte temperature nelle stive delle navi e del lungo tragitto da affrontare, così i mastri birrai inglesi decisero di dar maggior stabilità e maggior capacità conservativa alle birre da esportare ai coloni inglesi in India.

Fu così che si decise di aumentare la quantità di luppolo per le sue caratteristiche medicinali e conservative (date dalle sostanze acide antiossidanti che contiene) e la gradazione alcolica, questa rese la birra in grado di sopportare i lunghi viaggi in nave.

Il 30/01/1835 sul giornale economico Liverpool Mercury venne utilizzato per la prima volta il termine INDIA PALE ALE per indicare, appunto, le Pale Ale destinate all’esportazione in India per il consumo dei sudditi inglesi (Pale Ale preparate per l’India o India Ale).

Oggi questo stile birraio è riconosciuto ed utilizzato dai mastri birrai di tutto il mondo ed è la tipologia preferita da chi ama l’amaro.

Le sue caratteristiche sono state declinate in mille modi diversi, tanto che trovare in Italia una IPA che segua i dettami classici d’impostazione anglosassone è piuttosto arduo: più facile imbattersi in interpretazioni moderne che esaltano la componente amara e gli aromi del luppolo nelle sue diverse sfacettature.

Il successo delle India Pale Ale ha favorito la nascita di tante varianti al tema:

American IPA:
Rispetto le English IPA risultano mediamente più alcoliche, con amaro e aroma più pronunciati, caratteristiche date dai luppoli di varietà diverse coltivate in America.

Imperial IPA:
Caratterizzate da una gradazione alcolica importante (possono superare anche i 9 gradi alcolici) tanto da renderle più “muscolari”.

Black IPA (o Cascadian Dark Ale):
Basate su ricetta che fonde le caratteristiche dei malti scuri (tostato, cioccolato, bruciato, caffè) con le luppolature tipiche delle IPA (maggior parte dei casi delle American IPA).

White IPA:
White, Blanche, Weiss o Wit = bianco
Quando si sente il termine bianco significa che in mezzo c’è il frumento. Ecco che nelle W.I.P.A. si è voluto fondere le caratteristiche speziate e rinfrescanti delle Blanche con gli aromi, l’intensità e la freschezza derivate dall’impiego massiccio di luppoli americani.

Rye IPA:
Ipa alla segale. La segale da alla birra note piccanti, freschezza e talvolta colore rossastro.

Session IPA:
Il termine session sta ad indicare birre a basso contenuto alcolico generalmente al di sotto dei 4,5% vol. Tendenza lanciata dall’America per produrre delle IPA che siano molto beverine pur mantenendo il tipico tenore luppolato.

Triple IPA:
Questo India Pale Ale unisce l’amaro caratteristico dello stile alla rotondità e aromi derivati dalla scuola belga delle Triple.

Farmhouse IPA:
Prodotte in ambiente rurale e di rustica caratterizzazione organolettica. Nelle Farmhouse si utilizzano lieviti “non convenzionali”, i Brettanomyces, che sono acidogenei quindi la birra assume caratteristiche acido-acetiche.

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Stile birraio della più grande famiglia delle ALE, termine utilizzato per indicare tutte le birre ad alta fermentazione, cioè birre che fermentano a temperature più elevate, dai 14°C ai 21°C, con il lievito (Saccharomyces cerevisiae) che alla fine rimane in superficie.
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